Area archeologica di Castigno

 

Descrizione

In contrada Castigno, tra Maruggio e Monacizzo, sono state ritrovate ceramiche neolitiche, frammenti di ossidiana e strumenti in selce. Sono state trovate inoltre tracce di insediamenti in età greco-romana. Una serie di reperti sono da farsi risalire al III, II e I sec. a.C. Son stati rinvenuti frammenti di pithoi (giare), resti di macine, frammenti di lucerne, orli di coppe, frammenti di scodelle, pesi fittili, resti di costruzioni.

Un piccolo, antico edificio votivo cristiano non meglio datato presente in questa contrada, è citato da vari ricercatori locali e pare sia stato dedicato prima a S. Pietro (dal quale il tratto di zona ove è ubicato il tempietto ricava anche il toponimo) e successivamente alla Madonna del Carmine. Vi sono tracce di affreschi.

Castigno (detto anche Castrigno e da alcuni Castrignano (probabilmente dall’ etimo castrum, castello), fu un antico casale, e ce ne danno notizia Girolamo Marciano, Cosimo De Giorgi, Giacomo Arditi, Primaldo Coco e altri.

Il Marciano scrive: “Ritornando alla marina, dal monte dell’ Ovo alla Torre de’ molini, per ispazio di miglia quattro, è solamente spiaggia senz’ alcuna cosa notabile, eccetto che in fra terra un miglio circa è il distrutto casale di Castigno, soggetto al castello di Maruggio, ove sono alcuni giardini dentro certe valli di canneti con alcune fontane e scaturigini d’acque, che irrigando il luogo, lo rendono fertilissimo di frutti e di fogliami , usandovi gran diligenza i suoi coltivatori”. Più avanti, il Marciano parla dell’invasione dei turchi nell’847 facendo riferimento ad una possibile distruzione del casale in quel frangente (da Castigno ed altri casali distrutti, secondo questa tesi sarebbe poi nata Maruggio): “Altri poi, ricevuta accuratamente l’ etimologia del nomo , dicono che i Mori avendo in quel tempo sotto la guida di Saba Generale de’ Saraceni occupato Taranto, e dovastata la provincia d’ Otranto, distrussero parimente Castrignò, e duo altri casali col nome di S. Niccolò vicino a quel luogo , 1′ uno nella riva di Barraco, e l’ altro presso ad essa terra. E dopo l’ anno 961 avendo Niceforo Foca Imperadore Greco mandato nella Provincia Gorgolano suo governatore, onde rifacesse le città e i luoghi distrutti, e quelli che non si potevano rifare per le soverchie rovine facesse edificare altrove acciò la Provincia non rimanesse disfatta di castelli, e vuota di abitatori, fece a quel tempo Gorgolano edificare Maruggio dalle rovine dei suddetti casali, chiamandolo Marubium dal prossimo mare”.

Di Castigno abbiamo alcune altre notizie tramite ricerche del De Fonseca e tramite antichi documenti rinracciati da Domenico Ludovico De Vincentis nella sua Storia di Taranto, dalle quali si evince che nell’XI secolo produceva una rendita, parte della quale va alla cattedrale di Taranto. Dal De Vincentis abbiamo narrazione del ritrovamento di un documento consistente in “un istromento del 1085 in pergamena scritto dal greco, col quale un tal Cataldo figlio di Eugenio donava alla chiesa di Taranto la porzione del feudo di Castigno in quel di Maruggio”. Ancora, “nel 1089 un tal Vitale figlio di Eugenio con istromento greco donò alla chiesa un’altra parte del feudo di Castigno presso Maruggio per essergli stato concesso un luogo per sepoltura nel Duomo “post concam Majoris Altaris”.

Modalità di accesso

I ritrovamenti sono avvenuti nell'agro di Maruggio, accesso non agevole per persone con mobilità ridotta e disabili.

Indirizzo

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